Buona giornata dell’acqua!

Link al corto

“Abuela Grillo” clicca  sull’immagine per guardare il video

In principio, la nonna del popolo ayoreo era un grillo chiamato Direjnà.  Nonna Grillo era la signora dell’acqua e dovunque ella si trovasse, c’era la pioggia. I nipoti le chiesero di andare via e, quando lo fece,  iniziarono giorni di afa e siccità. Nonna Grillo decise, allora, di vivere in cielo e, da lì, avrebbe lasciato cadere la pioggia, ogni volta che qualcuno avesse raccontato la sua storia. 

Questo il mito cui si ispira un corto, tenero e commovente.  Un corto che traendo forza dalle origini, racconta una storia attuale: la lotta del popolo boliviano contro la privatizzazione dell’acqua. Una lotta che è di tutti.

Buona visione e buona giornata dell’acqua! 

 

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Sondaggio: il BlobOscar al miglior colloquio va a…

Ansia pre-colloquio? I dispensatori di consigli del tipo “sii te stesso/a, ma non troppo” vi provocano più irritazione che il resto? Propongo una strategia meno performante (forse), ma sicuramente più divertente: il buon vecchio cinema.

Di seguito cinque colloqui di lavoro tratti da alcune note pellicole. Votate il vostro preferito!

Renato Pozzetto in “Il ragazzo di campagna”

Spud in “Trainspotting”

Ted in “Ted”

Robert Deniro in “Taxi Driver”

Stefano Accorsi in “Santa Maradona”

Cronistoria di un colloquio di lavoro.

«A seguito del ricevimento del suo CV in risposta ad un nostro recente annuncio ho il piacere di invitarLa ad un incontro di approfondimento della Sua candidatura». 

Un colloquio, un colloquio! Ok. Calma e sangue freddo. Quando ho inviato la candidatura? E soprattutto a quale dei tanti annunci? Di quale azienda si tratta? Consulto il foglio Excel “Cv inviati”: il mio orgoglio!  Gongolando per la mia metodicità, cerco e trovo: è un’assicurazione. Uhm. Va bene. Freno i pregiudizi e studio l’azienda.  Attenzione ai bisogni e al budget del cliente. Ok, pare che il cliente sia anche una persona. Focus su fiducia e onestà. Oh, guarda un po’, ha anche un codice di condotta. Ok, sembra eticamente sostenibile. Mi piace, è diversa dalle altre assicurazioni. Coscienza a posto. Più o meno.

Studio la posizione. Doti relazionali, leadership, attitudine imprenditoriale. Uhm. Ok, non mi devo limitare. Ripenso alle mie esperienze. Tutte. E via col consueto bilancio delle competenze. Ok. Continua a leggere

La rivoluzione è femmina!

Immagine tratta da Labodif, istituto che ricerca, forma e comunica, secondo il pensiero della differenza.

Io lo so che non sono sola.
(Bambina fa la sua coreografia per One billion rising. Siamo alla Biblioteca Nazionale di Bucarest, in Romania, ieri 14 febbraio 2013. La Romania, stato dell’Unione Europea, non ha ancora strumenti legali per combattere la violenza maschile domestica, e dunque la polizia non può intervenire se gli atti violenti avvengono nella casa della ‘coppia’).
Photograph: Vadim Ghirda/Ap
Osservatorio LaboDif Dialogues n.11
[Immagine e didascalia tratta da Labodif, istituto che ricerca, forma e comunica, secondo il pensiero della differenza]

 Guardo e riguardo le migliaia di femmine danzanti nel mondo- non ho potuto partecipare al flash-mob, purtroppo. Avevo un colloquio. Ma questa è un’altra storia- .

Le guardo e le riguardo, per vivere e rivivere la bellezza della loro energia, dei loro sorrisi. Che è anche la mia e che sono anche i miei. E mi emoziono. Mi emoziono fino a piangere. E me le concedo, le lacrime. Faccio di più, me le godo.

Piango perché sento.

Sento la forza. La forza femmina. La forza della relazione. Quella che mi lascia sentire, vividamente, la sofferenza di una femmina che non ho mai conosciuto. La forza che mi lascia sentire, attraverso gli occhi di un’altra femmina, il mio potere.

Il potere femmina. Quello di creare bellezza dalla sofferenza. 

Piango, perché migliaia di femmine, danzando, hanno sfoderato la loro forza, il loro potere. Hanno creato, insieme, bellezza dalla sofferenza. Piango perché, qualunque cosa sia accaduta o accada, non sono sola.

Femmine di tutto il mondo, quindi, danzate, danzate. Ovunque voi danzerete, non danzerete mai da sole. 

Guerrilla election

Per chi non se ne fosse accorto, il 24 e il 25 febbraio tocca votare. Stamattina, quindi, ho inforcato i miei occhiali e  mi son detta: «Devo informarmi! Devo adempiere al mio dovere di cittadina!».

Ma, ahimè, saltando tra dichiarazioni ed editoriali, la ricerca mi è un po’ sfuggita di mano. Sono rimasta intrappolata nella rete virale delle campagne elettorali underground. Quelle alternative. Quelle guerrilla.

È facile rimanerci intrappolati, tra continui rimandi e ripubblicazioni. È facile rimanerci intrappolati, se a guidarti è la vocina dell’antipolitica, che a stento cerchi di zittire. Ma, forse, è  facile soprattutto perché, in fondo, non ci resta che ridere. O meglio, sorridere. O, ancora meglio, ghignare.

Il fortunato meno peggio a cui concederò, coscienziosamente, il mio prezioso voto, arriverà. Nel frattempo, voterò il cattivo. Si, il cattivo. Uno di quei cattivi coerenti. Quelli che promettono ciò che poi sono sicuri di mantenere. Mi riferisco all’iniziativa “Vota il cattivo”, lanciata da tre grafici/web designer/amici.  Mai votare, fu così facile. Basta cliccare sul like, in corrispondenza del logo del cattivo che più vi aggrada.

Personalmente, ho votato il Joker. Perché, «se te ne devi andare, va con un sorriso».

Vota il cattivo

Blobajer: post speciale sulla fine del mondo.

24 novembre 2012. Il video di Gangam style è il video più visto in assoluto.

PERCHÉ?

Condividendo lo smarrimento mondiale, un giovane studioso della Giacobbard University è andato in fondo alla questione. Grazie ai preziosi contributi forniti dalla Squadra Giacobbard – nota per aver ricevuto, nel 2011, un Ig-nobel collettivo- William Reloy ha elaborato un’inquietante ipotesi: Gangam Style sarebbe il chiaro segno dell’apocalisse imminente.

Iniziano le nostre indagini. Ci sono testimoni da ascoltare, prove da esaminare e ipotesi da valutare. E tutto ciò che deve essere visto, sarà mostrato. A BLOBAJER! ADESSO!

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Una violenza insensata?

Vauro: L’11 settembre spiegato ai nostri figli http://vauro.globalist.it/

«Una violenza insensata».  Questa, una delle prime dichiarazioni di una Hillary Clinton attonita, incredula.

Una violenza insensata perché « è stata tolta la vita a persone che erano impegnate ad aiutare il popolo libico a costruire un futuro migliore per il loro Paese» [cit. H. Clinton]

Una violenza insensata, perché priva di un movente ufficiale, certo. Che sia stata davvero la risposta a quel film blasfemo di cui si dubita persino l’esistenza? Che sia stata una ritorsione per l’uccisione del numero 2 -libico-di Al-Qaeda?


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