Blob Notes #12Mar2013

«Mi chiamo Sara e sono una busta di plastica. Così posso volare! »

-Sara, 10 anni, durante un laboratorio sull’ambiente-

«… E questa busta era lì; danzava, con me. Come una bambina che mi supplicasse di giocare. Per quindici minuti. È stato il giorno in cui ho capito che c’era tutta un’intera vita, dietro a ogni cosa. E un’incredibile forza benevola che voleva sapessi che non c’era motivo di avere paura. Mai…»

Ricky in American Beauty

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Blob Notes #23feb2013

Giovanni Chiaramonte, Inscape, Berlin 2012.

Giovanni Chiaramonte, Inscape, Berlin 2012.

E tu certo comprendi
Il perchè delle cose, e vedi il frutto
Del mattin, della sera,
Del tacito, infinito andar del tempo.
Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore
Rida la primavera,
A chi giovi l’ardore, e che procacci
Il verno co’ suoi ghiacci.

La Luna secondo Giacomo, in “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”

Blob Notes #17feb2013

La danza -Mattisse-

All’inizio Eurinome, Dea di tutte le cose, sorse nuda dal Caos, ma non trovò nulla su cui poggiare i piedi, così divise il mare dal cielo e incominciò a danzare sulle onde. Presa dalla sua danza si diresse verso Sud e per la prima volta sentì il vento turbinare alle sue spalle: decise quindi di iniziare la creazione proprio con il vento. Si girò all’improvviso e afferrò fra le mani quel Vento del Nord, lo modellò finché prese la forma di un serpente, il gran serpente Ofione. A quel punto continuò la sua danza frenetica per scaldarsi danzando ad un ritmo sempre più incalzante finchè Ofione, ebbro di desiderio, si accoppiò a lei. E così come fecondatore Vento del Nord, Borea, che solo sfiorando con il suo leggiadro tocco ingravida le giumente, Ofione fecondò Eurinome. E subito ella si mutò in bianca colomba e danzando sulle acque depose l’Uovo universale. 

Robert Graves, I miti greci

#Blob Notes 31gen2013

Questione di prospettiva da Hub09-Social Design

Via del Campo c’è una graziosa 
gli occhi grandi color di foglia 
tutta notte sta sulla soglia 
vende a tutti la stessa rosa. 

Via del Campo c’è una bambina 
con le labbra color rugiada 
gli occhi grigi come la strada 
nascon fiori dove cammina. 

Via del Campo c’è una puttana 
gli occhi grandi color di foglia 
se di amarla ti vien la voglia 
basta prenderla per la mano 

e ti sembra di andar lontano 
lei ti guarda con un sorriso 
non credevi che il paradiso 
fosse solo lì al primo piano. 

Via del Campo ci va un illuso 
a pregarla di maritare 
a vederla salir le scale 
fino a quando il balcone ha chiuso. 

Ama e ridi se amor risponde 
piangi forte se non ti sente 
dai diamanti non nasce niente 
dal letame nascono i fior 
dai diamanti non nasce niente 
dal letame nascono i fior.

Via del Campo-F. De André-

#Blob Notes 30gen2013

Abbraccio amoroso dell'universo -Frida Kahlo-

“Ho capito che il mondo è tutto attaccato”

Bambina di 5 anni

Castelli di sabbia: solo un gioco?

Scavando nei ricordi, tra le spensierate estati d’infanzia, chi può non annoverare i castelli di sabbia. Piccole grandi opere curate con premura, accortezza e…fatica. Costruire un castello di sabbia richiede, infatti, scrupolosi sopralluoghi, innate doti ingegneristiche, architettoniche, tempra fisica da manovale e tanta tanta fantasia. E tutto questo per un’opera, bella, unica, irripetibile, ma decisamente precaria. Tante, infatti, le possibile sciagure. Un’ondata inaspettatamente energica. La pedata maldestra di un bagnante distratto. O la pedata decisa e compiaciuta di un bambino dispettoso, forse invidioso. Perché, allora, tanto impegno? Perché è proprio nella sua caducità che risiede il fascino del castello di sabbia.

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Grazie Lucio

Lucio Dalla

Occhietti tondi, vivaci. Finestre su uno spirito libero, inquieto, curioso.

Fessure su un animo sensibile, suo malgrado.

Corpo sgraziato, buffo. Specchio di un essere senza senza tempo e senza età.

Teneramente fanciullesco. Dannatamente saggio.

E poi, voce calda, pastosa [cit. Minoli]. Unica. Musica essa stessa.

Note emozionali ed emozionanti.

Interprete magistrale di un sentire universale. Dell’affettività totale [cit. Vecchioni].

Lucio Dalla, quindi. Naturalmente Artista.

Ecco il mistero,
sotto un cielo di ferro e di gesso
l’uomo riesce ad amare lo stesso
e ama davvero
nessuna certezza
che commozione, che tenerezza